HOFFMAN E LA RINVINCITA DEI “BRUTTI”

Dustin Hoffman cha compiuto da poco 80 anni, è infatti nato l’8 agosto 1937 a Los Angeles.

Fu scoperto in teatro dal regista Mike Nichols. All’epoca condivideva un misero appartamentino coi colleghi Robert Duvall e Gene Hackmann

L’aspetto di ragazzino gli ha consentito, oltre alla incommensurabile bravura, una lunga longevità artistica.

 

Vantaggio iniziale

Hoffman leggenda cinema“Ho un vantaggio iniziale” dice Hoffman Non ho mai dato molta importanza al mio aspetto fisico non essendo mai stato un adone. Un peso di meno e una grana in meno. I belli si dannano per rimanere tali, e finiscono spesso assai infelici”.

 

Il film che lo ha lanciato è Il laureato

“I produttori volevano Robert Redford nel ruolo di Benjamin.” Ricorda Hoffman “Ma Nichols insisteva che Redford era troppo sexy. (…) Il film era un film sexy prima che il cinema scoprisse il cinema sexy d’autore, me necessitava anche di scene di seduzioni ridicole, impacciate. Nichols mi scoprì a teatro e mi trovò perfetto come l’archetipo dell’imbranato. Ero talmente nervoso al provino che ero convinto non avrei più lavorato a Hollywood. E invece era proprio quello che Nichols cercava. Il film fu un successo enorme nel 1967, e la nouvelle vague dei brutti di fascino, del sex-appeal inverso, venne alla luce. Io, Hackman, Pacino, in parte De Niro, Elliot Gould, i primi che mi vengono in mente, ci ritrovammo beatamente all’avanguardia di un assalto cavalleresco fortunato: il protagonista dall’aspetto mediocre. Che bellezza! Non doversi preoccupare del look e della frangia e dell’occhio fulminante è ciò che mi ha fatto arrivare così bene agli 80″.

 

Stabilità familiare e coniugale

Il segreto della longevità, fisica e professionale, dice l’attore due volte premio Oscar (per Kramer contro Kramer Rain Man), è anche la stabilità familiare e coniugale: è stato sposato due volte.

La seconda moglie è Lisa Gottsegen, con cui sta dal 1980.

Ha due figli dal primo matrimonio e quattro dal secondo.

“Sono padre di famiglia, sono fedele e monogamo, ho passato la vita a tirare su figli, solo da qualche anno mi sono emancipato da loro e oggi un po’ l’impegno della paternità, quei su e giù tra scuole e partite e teatrini, mi manca. La stabilità affettiva è il mio segreto”.

 

Leggenda vivente

Molti lo definiscono, a ragione, una leggenda vivente, ma lui glissa e dice che: “tuttora cerco di migliorarmi: la perfezione non esiste, ma la perfettibilità è un imperativo e un processo che non finisce mai. Chiamateli pure esami, come diceva il vostro grande De Filippo: ogni mio film è un esame da superare, lo sento ancora così”. Poi continua Non credo che si impari niente dal successo: impari bensì dal fallimento, dagli errori, dalle delusioni. Il successo non riempie alcun vuoto interiore, quelli dentro che ti portano all’auto-distruzione, droga, alcol, eccessi. Il successo non ti guarisce, non ti cambia, non ti migliora. Penso a questo anche a proposito di Trump! (…) Il Watergate è una robetta da educande in confronto alla Casa Bianca di Donald Trump. Sono sicuro che prima o poi imploderà, stritolata da un’insostenibile pressione di ignoranza e volgarità”

Fonte Prospettiva

HOFFMAN E LA RINVINCITA DEI “BRUTTI”ultima modifica: 2019-04-16T14:07:28+02:00da iside2211
Reposta per primo quest’articolo

Lascia un commento